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Kite surf

Dopo surf e windsurf ,il kitesurf è il più giovane degli sport estremi nati per l'acqua, ma in pochi anni è riuscito ad appassionare migliaia di persone in tutto il mondo.

Per capire cosa si prova usando una vela da kite e una tavola , sfrecciando sul filo dell'acqua, bisogna solamente provare; è difficile spiegare a parole, comunque per i neofiti e per i curiosi è giusto ricordare che il kite è una disciplina potenzialmente rischiosa.

Bisogna apprendere poco alla volta l'uso dei materiali e la tecnica e essere affiancati da persone esperte o istruttori qualificati.

Il kite non è uno sport approssimativo, va praticato con serietà senno i risultati possono essere deludenti.

I libri ufficiali segnano la nascita del kite nel 1979 per opera di Arnaud De Rosnay. Questo sport nasce dal binomio tavola da surf e vela ,il kite appunto; la prima serve per galleggiare mentre la seconda serve da traino sfruttando la forza del vento, riuscendo a far raggiungere ottime prestazioni sia dal punto di vista della velocità che delle fasi acrobatiche.

Il kite può essere anche chiamato “kiteboard” o raramente “fly surf” ricordando la somiglianza tra surf e volo.

 

STORIA

I libri ufficiali segnano la nascita del kite nel 1979 per opera di Arnaud De Rosnay. Questo sport nasce dal binomio tavola da surf e vela ,il kite appunto; la prima serve per galleggiare mentre la seconda serve da traino sfruttando la forza del vento, riuscendo a far raggiungere ottime prestazioni sia dal punto di vista della velocità che delle fasi acrobatiche.

ATTREZZATURA

Le componenti fondamentali del kitesurf sono:

- L'ala (detta anche Vela o Kite): le sue dimensioni variano dai 7 ai 20 mq. La scelta della superficie viene fatta in funzione della forza del vento. In caso di venti deboli si preferiscono ali grandi, mentre le piccole vengono usare per situazioni di vento forte.

- Il boma: permette di controllare il kite, ce ne sono a 2 e a 4 cavi. Un boma a 2 cavi viene usato, con ali di piccole dimensioni, nelle fasi di apprendimento. Cavi corti tenderanno ad essere più agevoli nel controllo del kite, la lunghezza più usata tuttavia è di 25 metri.

I 4 cavi che collegano l'ala al boma sono composti da 2 parti anteriori e 2 parti posteriori.

Le 2 parti anteriori sono collegate assieme da una fune che passa attraverso il boma e che va a fissarsi alla cintura, detta trapezio, costituendo il dispositivo di sgancio rapido utile nelle situazioni di pericolo.

Le 2 parti posteriori sono collegate direttamente all'estremità del boma.

Il controllo della direzione si realizza inclinando il boma a sinistra o a destra, un meccanismo apparentemente semplice ma che esige comunque attenzione e allenamento da parte del kiter, soprattutto anche per compensare i movimenti del kite.

Sul boma sono presenti 2 diversi tipi di dispositivi di sicurezza, il primo permette di neutralizzare la potenza dell'ala rimanendo agganciati, il secondo permette di liberarsi completamente dell'ala.

É molto importante l'uso di questi sistemi e provare il loro perfetto funzionamento.

- La tavola: esistono 2 tipi di tavole, quella DIREZIONALE, simile a quelle per il surf o per il windsurf, vanno usate sempre in un senso quindi quando si vira e si cambia direzione va cambiata anche la posizione dei piedi; per esempio destro avanti e sinistro indietro per navigare verso destra.

La tavola twin-tip è quella più diffusa perché simmetrica e consente il suo utilizzo in entrambe le direzioni

I mutant (o ibridi) sono una via di mezzo tra la direzionale e il twin-tip.

 

 
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